April is the cruellest month

Lo so, tecnicamente non è ancora aprile, ma quest’anno ancora una volta sento mie le parole che aprono la Waste Land di Eliot. Il risveglio della natura, l’albero ritrovato fiorito dopo 4 giorni di gita scolastica, gli uccellini che cantano e svolazzano per venire a prendersi le noccioline, i vicini che portano a spasso il cane sereni in una domenica di sole… e io sono qui, sola, e vorrei spegnere i pensieri e le lacrime, vorrei spegnermi. 

Pensavo di essere cambiata, pensavo di essere diventata più forte, pensavo di poter dare e ricevere con più equilibrio. Invece mi sento triste, destabilizzata, bloccata. Tutti mi dicono e io stessa mi dico che passerà. Ma passerà anche altra vita, una vita che a volte mi pare di avere buttato. 

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I know, technically it’s not April yet, but once again this year, I feel Eliot’s opening words from The Waste Land as my own. The awakening of nature, the tree I found in bloom after four days on a school trip, the little birds singing and flying around to get some peanuts, the neighbours peacefully walking their dogs on a sunny Sunday… and here I am, alone, wanting to switch off my thoughts and tears, wanting to switch off myself.

I thought I’d changed, I thought I’d become stronger, I thought I could give and receive with more balance. But once again, I feel sad, unsettled, stuck. Everyone tells me, and I tell myself, that it will pass. But life will pass too, a life that sometimes I feel I have wasted.

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